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20/06/2006.  Barletta - Ricordo di Pietro Digaeta scomparso un mese fa, innamorato della sua città: la storia fermata nelle foto .

Nel trigesimo dalla scomparsa di Pietro Digaeta, l'ex ferroviere autore di numerose pubblicazioni storiche e culturali su Barletta, stasera, martedì 20 giugno, alle 19, sarà celebrata una funzione religiosa nella Basilica del Santo Sepolcro. Pubblichiamo un ricordo di Nino Vinella.

Pietro Digaeta era innamorato di Barletta. Un innamorato fedele, tutto attenzioni e premure, ma niente affatto geloso: e come poteva mai esserlo se ha trascorso il maggior tempo della propria vita a far conoscere la fidanzata a mezzo mondo? Più che libri sulla storia della città, a rileggerle oggi quelle pagine stampate scorrono veloci come un album di foto di famiglia nel quale il lettore, catturato dall'emozione della scoperta, gira con avidità una pagina dopo l'altra per vedere con i suoi occhi il «come eravamo». E' documentario, è passeggiata in quei ricordi che appena ieri l'altro erano vita quotidiana, é un atto d'amore verso quel «buon tempo antico» di cui l'autore, Pietro Digaeta, avvertiva appunto la nostalgia e la restituiva come operazione di ricerca.

Mi ha sempre colpito nelle fatiche di Digaeta, quei tre volumi pubblicati tutti a spese sue, il gusto dell'inedito, che sbalordisce davvero ma che a ben vedere fa parte del «programma» generale di un'opera lunga quanto la sua vita, con addirittura tredici titoli pronti da dare alle stampe. Ascoltate: nel mondo della gastronomia (due volumi), della medicina, dell'abbigliamento e dell'arredamento, gli amministratori del bene pubblico (due volumi), come si divertivano, le scuole, le strutture socio-sanitarie, le chiese (due volumi), lessico barlettano-italiano e italiano-barlettano. La morte lo ha colpito mentre era intento a completare gli ultimi tre titoli.

Grazie alle certosine, pazienti, minuziose fino allo scrupolo, ricerche iconografiche e fotografiche, Digaeta ci ha proposto nella sua produzione letteraria una Barletta che in molti, pur emozionandosi, stentano a riconoscere. Soffiando la polvere dagli archivi di famiglia e adempiendo ad un preciso «voto» d'amore per la sua città, Digaeta, racconta usando le fotografie. Obbliga a guardare, insinua nel lettore la sottile lusinga di riconoscere fra mille volti che scorrono quello del parente che non c'é più, del giovane di allora «fatto vecchio» oggi e che s'incontra per strada, di consuetudini nostrane travolte ormai dall'evoluzione del tempo. Digaeta rispetta fedelmente la promessa fatta alla sua fidanzata, cioè a Barletta: scandaglia il passato alla ricerca di mille curiosità, delle metamorfosi subite, passa in rassegna la vita pubblica e privata; stupisce per gli aneddoti raccontati o le figure ripescate dalla memoria comune. Profili leggendari, il cui ricordo sarebbe andato dissolto se lui, clic, non li avesse fatti rivivere trovando chissà dove foto e cartoline con il gusto tipico di chi mette al corrente gli altri concittadini della propria scoperta.

Per ogni mestiere una foto d'epoca. Digaeta è un «nostalgico» di quel tempo, quando a Barletta (chi se lo ricorda più?) la vendemmia era ancora una teoria infinita di «traini» stracolmi di uva e di tinozze che transitavano per le strade. Quando si faceva la festa dell'uva ma con costumi tipici oggi ignorati o creduti defunti, ed invece vivissimi. Vedere piazza Roma, il «cuore» contadino di Barletta, passare da una foto all'altra e diventare adulta: prima col fango e la polvere, poi lastricata. Il racconto della vita di tanti come noi in questa città di cui siamo innamorati, una certa Barletta resa ancora più grande per l'amore sentito da chi, come Digaeta, vi è nato ed oggi vi conclude il proprio viaggio.

Grazie Pietro, ti siamo riconoscenti per il lavoro e le gioie che ci hai saputo donare.

Nino Vinella

Fonte: La Gazzetta del Nord Barese 20/06/2006






 

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