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20/02/2007.  CANOSA - Le aree archeologiche a San Leucio ripulite magistralmente dai volontari in azione.

L’area è stata sistemata grazie all’intervento della «Fondazione archeologica canosina»

Non solo manutenzione ordinaria, ma anche pulizia dei reperti e rimozione della terra. Un’opera non invasiva che fa parte dell’impegno della Fondazione archeologica canosina, impegnata in queste settimane con le opere che necessitano di una manutenzione immediata, anche in vista dei numerosi convegni che si stanno svolgendo in questi giorni a Canosa e che hanno come ovvia e logica conseguenza la visita presso le aree di interesse archeologico. Già sistemata, infatti, l’area di San Leucio, visitata dalla delegazione dei quindici giapponesi giunti in città la scorsa settimana. In questi giorni si sta provvedendo alla pulizia del Battistero e dell’area circostante, anche perché, spiega Sabino Silvestri, “dal 21 al 24 presso l’Oasi Minerva si terrà un importante convegno internazionale sulle aree archeologiche con mosaici. Già oltre centocinquanta convegnisti hanno assicurato la loro presenza e in quei giorni saranno visitate le aree di San Pietro, il Battistero antico e San Leucio. Speriamo proprio che dal convegno possano emergere informazioni utili su come sistemare i mosaici e lasciarli scoperti, per una fruizione completa, senza correre il rischio che si rovinino”.

A “vigilare ” sui cantieri, oltre alla Soprintendenza, l’ingegner Sabino Germinario, dell’Ufficio tecnico comunale. La squadra di lavoro è invece composta da Tonino Bucci, Vito Auciello e Sabino Di Muro, personale esperto e qualificato che ha già lavorato nelle precedenti campagne di scavo e con la Soprintendenza. La loro opera è stata apprezzata, tra gli altri, anche dalla dottoressa Marisa Corrente, che di è detta soddisfatta di questi interventi: “La manutenzione ordinaria di questi siti dovrebbe essere una prassi costante. Fino ad oggi solo un’opera di volontariato ha portato a lavori di questo tipo. Ora sembra che le cose stiano cambiando e sono certa che la sistematicità degli interventi consentirà di avere finalmente opere aperte al pubblico pulite. Per ora sono cantieri di lavoro, ma speriamo che la fine dei lavori possa coincidere con l’apertura al pubblico di queste opere e che finalmente possano rendere al meglio in quanto a visitabilità”.

“Recuperare un’area archeologica - aggiunge Sabino Silvestri - significa anche far sì che venga gestita e tutelata, anche senza immondizia”. Il riferimento è all’anfiteatro romano sequestrato dai Noe qualche settimana fa, che sembrerebbe sarà affidato in custodia a Legambiente. E anche all’idea di due nuovi parchi paesaggistici, Ponte di Lama-Lama Popoli, che sfocia nelle catacombe di Santa Sofia e Canale della Vetrina, sulle via vecchia di Minervino, con il tufo scavato in modo naturale con tanti nascondigli, forse antico ricovero dei briganti.

Tommi Guerrieri

Fonte: La Gazzetta del Nord Barese 20.02.2007







 

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