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Mensile telematico di archeologia, turismo, ambiente, spettacolo, beni e attività culturali, costume, attualità e storia del territorio in provincia di Barletta–Andria-Trani e Valle d’Ofanto

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04/01/2010.  BARLETTA - NOSTALGIE: QUELL'ANTICO FORNO A LEGNA IN VIA PORTA REALE CHE NON C'E' PIU'....

Accadeva sempre così: dopo che si acquistava il primo pezzo si tornava indietro per comprarne uno più grande.
E bisognava essere fortunati perchè pochi secondi dopo che la sfornava ... in un battibaleno si volatilizzava. Chiudete gli occhi ed assaporate il suo gusto raffinato e la sua croccantezza inimitabile.
In molti non la hanno dimenticata e la portano come esempio: ecco a voi la mitica focaccia di Sabino Corvasce.
Un fornaio, una garanzia e tanta nostalgia e dispiacere per la sua morte avvenuta poco più di un anno fa. Morì il 27 dicembre del 2008. Il «quartiere generale» di questo generale a quattro stelle della focaccia era il forno di via Porta Reale a Barletta. Era il tempo delle lire. L’euro non lo sognavano nemmeno. Un posto unico visitato dalle scolaresche. Ricco di profumi e fuligine. Ora anche questo forno ora non esiste più (all’interno del locale vi è un Tuttomille) ma il ricordo del suo fornaio e di tanti sapori è sempre vivo nella memoria affettiva ed olfattiva di decine di migliaia di barlettani e di turisti.
Sabino per oltre 60 anni ha sempre infornato focacce e tegami di pasta al forno, carne arrosto e dolci di mandorla nel suo forno a legna sempre con il sorriso sulle labbra. Per tutti aveva sempre una parola di cortesia e di simpatia. Aiutava i poveri che non uscivano mai dal suo forno a bocca vuota. Scherzava e raccontava aneddoti.
Abitava a due passi dal forno di via Porta Reale e proprio da quelle mura sua moglie Angela impastava chili e chili di focaccia che ogni giorno finivano rigorosamente nei tradizionali tegami di rame nera (in dialetto "a ramar") per lasciarsi cucinare dal fuoco sempre vivo del forno a legna. Il vero valore aggiunto. Il «caronte» era il fidato e stacanovista Rug giero che sulle due spalle modello armadio a quattro ante trasportava - su lunghi assi di legno - i tegami. A ricordare e raccontare la passione per il buon cibo e i «sapori di una volta» i suoi figli Donato, Francesca, Maria, Michele, Rino e Tonino. Ma quale era il segreto di una focaccia così speciale? Non ha dubbi Donato: «Nessun segreto solo ingredienti naturali e l’amore per quello che si offriva al cliente». Questo e tanto altro era Sabino...

GIUSEPPE DIMICCOLI
La Gazzetta del Nord Barese



Legggi l'articolo sulla Gazzetta del Nord Barese lunedì 4 gennaio 2010.

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