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CANNE DELLA BATTAGLIA:
RIPULIAMO DALLO SCEMPIO LA FONTANA DI SAN RUGGIERO
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Mensile telematico di archeologia, turismo, ambiente, spettacolo, beni e attività culturali, costume, attualità e storia del territorio in provincia di Barletta–Andria-Trani e Valle d’Ofanto

Iscritto in data 25/1/2007 al n. 3/07 del Registro dei giornali e periodici presso il Tribunale di Trani. Proprietario ed editore: Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia - Barletta (BT)

 

06/04/2010.  CANNE DELLA BATTAGLIA - PASQUETTA ARCHEOLOGICA: VICINO ALLE TERME DI SAN MERCURIO EMERGONO NUOVE TRACCE DI ANTICHITA' NEL FONDO AGRICOLO DOVE HANNO PIANTATO UN ULIVETO.

Sotto un cielo a tratti imbronciato fra sprazzi di sole e pioggerella, molto numerosi sono stati anche per la Pasquetta 2010 i barlettani in gita "ad ogni costo" a Canne della Battaglia e dintorni: una tradizione radicata e che nemmeno le incertezze meteorologiche hanno potuto scalfire.

Cittadella (con vista panoramica sulla Valle dell'Ofanto e sul teatro della vittoria di Annibale sull'esercito romano nell'agosto 216 avanti Cristo, seconda guerra punica).

Antiquarium (con le ricchezze archeologiche di tante campagne di scavo da diecimila anni fa al medioevo). I sepolcreti (con la visita al villaggio prestorico).

La storica fontana medievale di San Ruggiero (tuttora imbratta dai graffiti), luogo di picnic e merende familiari facilmente raggiungibile a piedi o in bici dalla stazioncina sulla linea ferroviaria Barletta-Spinazzola.

Off-limits da poche settimane solo la soprastante Masseria seicentesca, vietata per imminente pericolo di crollo di alcune strutture murarie e la persistenza presenza di una discarica abusiva di materiale dell'edilizia denunciata dal Comitato.

Queste le tappe della consueta "gita fuori porta".

Ma é stata l'area circostante allo scavo delle terme romane di San Mercurio (purtroppo recintate ma inaccessibili al pubblico con erbacce alte così, destino identico alla zona di Antenisi lontana qualche chilometro dove fu scoperta una necropoli nel 1983 con tombe a grotticella del IV-III secolo avanti Cristo) a riservare qualche sorpresa in più rispetto ai già noti ritrovamenti.

Al confine della rete metallica, verso il sentiero che porta al vicino santuario di San Ruggiero alla Boccuta, i proprietari di un ex vigneto hanno deciso di procedere allo "scasso" ed a ripiantare proprio sullo stesso suolo in questi giorni dei teneri virgulti di olivo: una speranza di giovani pianticelle della coltura tipici tradizionale della zona, che ovviamente solo tra qualche decennio potranno diventare adulte e dare frutto da raccogliere.

L'esatto contrario di quanto avvenuto più a settentrione lungo la strada provinciale n. 142, dove altri proprietari hanno massivamente stradicato piante di ulivo secolari e sbancato il terreno per fare posto a vigneti di nuova creazione su più estese superfici fondiarie: appena fuori il limite di confine del Parco regionale dell'Ofanto...

Alle pendici della collina di San Mercurio, i lavori di scasso eserguiti con mezzi meccanici hanno dunque rimosso il terreno, che, dopo essere stato così "rivoltato", ha superficialmente restituito interessanti elementi archeologici non integri purtroppo, cioé "maciullati" dagli escavatori e da raccogliere solo grazie all'occhio attento di chi sa individuarli sul terreno mescolati al fango.

Questi reperti archeologici "in affioramento" sono costituiti da: cocci di piatti, pezzi d'anfora, manici, frammenti di ceramica, tegole e quant'altro di materiale posto a corredo delle normali attività domestiche svolte in loco da quei lontani abitatori dell'antica Daunia romanizzata (ma. come direbbero gli esperti, adesso "fuori contesto" in quanto movimentati o espulsi dalla loro originaria postura).

A dimostrazione che quest'area - a suo tempo espropriata per pubblica utilità dal Comune di Barletta come quattro distinte particelle catastali, e che fu oggetto dei primi sondaggi dall'archeologo Prof. Michele Gervasio negli anni Trenta (1937-1939) attorno a quella che si credeva la tomba del console Lucio Emilio Paolo poi certificata come robusta cisterna di raccolta delle acque, sondaggi poi continuati con due successive campagne di scavo dei giorni nostri (2001 e 2008) sotto la direzione dell'ispettrice dott.ssa Marisa Corrente - documenta (ancora e nonostante tutto) la presenza più estesa di un insediamento abitativo strutturato in stile di vasta ed attrezzata "domus" d'epoca romana imperiale (una villa signorile del I secolo) con annesso e molto raffinato impianto termale, mosaici e colonnato.

Cosicché le tracce della civiltà ofantina non smettono mai di stupire...

LA REDAZIONE

Nelle foto (esclusiva La Gazzetta dell'Archeologia on line) alcune inquadrature del fondo agricolo dov'é stato piantato un nuovo uliveto e dove affiorano frammenti di reperti archeologici di età romana


TURISTI DI PASQUETTA - Leggi la pagina della Gazzetta del Nord Barese Martedì 6 aprile 2010.



 

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