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CANNE DELLA BATTAGLIA:
RIPULIAMO DALLO SCEMPIO LA FONTANA DI SAN RUGGIERO
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Mensile telematico di archeologia, turismo, ambiente, spettacolo, beni e attività culturali, costume, attualità e storia del territorio in provincia di Barletta–Andria-Trani e Valle d’Ofanto

Iscritto in data 25/1/2007 al n. 3/07 del Registro dei giornali e periodici presso il Tribunale di Trani. Proprietario ed editore: Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia - Barletta (BT)

 

20/03/2011.  CANNE DELLA BATTAGLIA – QUI C’ERA IL MARE MIGLIAIA DI ANNI FA: DAL FANGO DELLE ULTIME PIOGGE RIEMERGONO NUMEROSE LE CONCHIGLIE FOSSILI. E LA FANTASIA GALOPPA….

Certo gli archeologi lo hanno annotato da tempo nei loro libri. Lo ha scritto anche il nostro socio decano Giuseppe Savasta nel suo volume “Archeologia con… la lente”. I contadini vi si imbattono spesso e volentieri durante l’aratura.

Nelle immagini (Foto esclusive La Gazzetta dell'Archeologia on line) le foto scattate in località San Mercurio all'altezza del kilometro 11 + 966 della linea ferroviaria Barletta-Spinazzola
Ma fa sempre un certo effetto immaginare che sotto le colline di Canne della Battaglia, migliaia di anni fa, ci sbattevano le onde dell’Adriatico ed il mare ospitava primordiali forme di vita.

Ieri mattina, esplorazione di gruppo appena qualche centinaia di metri dopo il presidio alla stazioncina sulla linea ferroviaria Barletta-Spinazzola.

Mattinata nuvolosa ma senza pioggia battente: i temporali hanno inondato d’acqua fino a ieri il terreno sotto le pendici di San Mercurio, poco oltre l’area recintata delle terme romane (I secolo).

Lasciamo il viottolo parallelo al binario, dove un rigagnolo d’acqua piovana attraversa il ponticello di servizio in ristrutturazione, e ci spingiamo verso il tendone sovrastato da un costone imbevuto di acqua e franato, con le radici degli alberi ben evidenti.

E’ qui che il caso, il meteo e la natura fanno riaffiorare gli antichi fossili di conchiglie vecchie di migliaia e migliaia di anni, nascosti nel fango, coperti da un sottile velo di fanghiglia: basta smuovere il terreno fradicio d’acqua ed ecco il dono misterioso di un fossile lungo quindici centimetri, una conchiglia, e poi un’altra, ed un’altra, un’altra ancora, la vita che qui dimorava nelle acque marine poi ritiratesi verso l’attuale linea di costa, ben oltre il corso dell’Ofanto che a quel tempo era forse solo un rivolo…

Senza scavare ma accarezzando con più forza il terreno saltano fuori queste antichissime testimonianze dell’evoluzione biologica, che altrove (ad esempio nei pressi della vicina Fontana di San Ruggiero) danno uguale testimonianza di come la natura abbia preso vita migliaia e migliaia di anni fa.





 

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