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Mensile telematico di archeologia, turismo, ambiente, spettacolo, beni e attività culturali, costume, attualità e storia del territorio in provincia di Barletta–Andria-Trani e Valle d’Ofanto

Iscritto in data 25/1/2007 al n. 3/07 del Registro dei giornali e periodici presso il Tribunale di Trani. Proprietario ed editore: Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia - Barletta (BT)

 

29/05/2011.  SALINELLE SCANDALOSA ESCALATION DEL SESSO A PAGAMENTO SULLA STRADA DELLE VACANZE DA CANOSA A MARGHERITA DI SAVOIA.

E' mezzogiorno di oggi, una normale domenica d'inizio stagione balneare. Una dozzina di donne evidentemente straniere e tutte di diversa età, ma tutte relativamente più o meno giovani, o addirittura giovanissime, si godono il primo timido sole per la doverosa tintarella. Qualcuna è già parecchio abbronzata: come mai?


Chi sta praticamente nuda in bikini, di quelli molto osé che lasciano praticamente tutto scoperto il "lato B". Chi invece sdraiata o accoccolata. Chi passeggia ma sempre in due pezzi audacissimo con l'auricolare dell'ipod mentre ancheggiando abbozza qualche movenza sexy. Qualcun'altra sta seduta sulla spiaggina e ti guarda come volesse farti capire chissà cosa...


Tutte però stanno mangiandosi un panino veloce veloce, segno che hanno trascorso una prima mezza giornata da quelle parti e si preparano a "godersi" l'altra metà dopo la merenda.


Un quadretto davvero simpatico, direte voi, e molto, molto da turismo prettamente estivo.


Ma non siamo purtroppo in riva al mare sul litorale di Margherita di Savoia nè tanto meno su di una qualche spiaggia libera fra la Fiumara ed il Pantaniello verso Barletta.


Turismo però si, quello del sesso a pagamento. Quella dozzina di donne sono infatti prostitute, prostitute che a mezzogiorno consumano come possono la loro pausa pranzo da lavoratrici-metrici, e quello che vi abbiamo descritto lo fanno sul tratto di strada esistente tra l'incrocio della statale 16 da Barletta verso Foggia con la provinciale delle Salinelle verso Canne della Battaglia e Canosa. Quei cinquecento metri ormai conosciuti con questo nome: "il viale delle puttane". A due passi da "Caposaldo Cittiglio" dove nel settembre 1943 furono uccisi i soldati italiani a difesa della città e da quella lapide in loro ricordo ormai abbandonata fra sterpaglie e preservativi.


Anche col vecchio passaggio a livello, erano state sempre non più di quattro, quelle "lucciole": ma un mese fa (dopo l'ordinanza anti-prostituzione scattata nel Comune di Andria per le attività di meretricio sulla 98) il numero è di colpo aumentato: da quattro a sette, comprese quelle su via Canosa all'innesto della provinciale 142 per il Santuario di San Ruggiero in località Boccuta, stamattina sono passate a più di dieci. Un'escalation davvero scandalosa quanto impressionante ed inquietante per tantissimi motivi. 


Segnale evidentemente che l'organizzazione malavitosa che le manovra ha capito di aver piazzato le prostitute in una posizione vantaggiosa come movimento di traffico (ci passano camionisti, agricoltori, contadini, pendolari di vario genere) e che la recente apertura del cavalcaferrovia ha aumentato le opportunità di proporre il sesso a pagamento sulla strada delle vacanze che porta intere famiglie di canosini, bambini al seguito, proprio qui in direzione delle spiagge di Margherita di Savoia e dintorni, fino al Gargano.


Buoncostume e decoro pubblico da tutelare si. Disgraziate da salvare dal giro del racket prostituzione e se possibile rieducare alla vita sociale senz'altro. Attività criminose da debellare più che mai. Come anche sicurezza stradale da tutelare proprio su quella provinciale che rischia di far impennare il numero degli incidenti di mattina come nelle ore serali fino a notte alta. E siamo appena all'inizio della stagione balneare.


Operazioni di polizia ne sono state effettuate diverse e con discreto successo anche. Ma adesso questa vera emergenza sociale pretende di salire di tono, interessando ufficialmente la Prefettura ed invocando un ulteriore massimo sforzo supplementare a tutte le Forze dell'ordine operanti sul territorio in attività di prevenzione e repressione del fenomeno, prima che sia davvero troppo tardi e si degeneri in qualcos'altro di peggiore.


LA REDAZIONE


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