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Mensile telematico di archeologia, turismo, ambiente, spettacolo, beni e attività culturali, costume, attualità e storia del territorio in provincia di Barletta–Andria-Trani e Valle d’Ofanto

Iscritto in data 25/1/2007 al n. 3/07 del Registro dei giornali e periodici presso il Tribunale di Trani. Proprietario ed editore: Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia - Barletta (BT)

 

06/11/2011.  CANOSA - AL TEATRO COMUNALE RAFFAELE LEMBO VA IN SCENA L'ARTE DEL RESTAURO.

Plauso e congratulazioni vanno al delicato lavoro svolto da ingegneri, architetti, tecnici, operai specializzati a salvaguardare e migliorare l’efficienza del teatro comunale “Raffaele Lembo” tra i più importanti della provincia Barletta Andria Trani .

Una “messa in scena” davvero particolare che ha richiesto elevate competenze professionali, precisione certosina e tanta passione per il mondo archeologico, artistico e architettonico.

Oltre cinque anni di lavori spesso complessi che hanno richiesto una serie di interventi significativi in tutte le parti strutturali esistenti fino al restauro e al completamento dell’opera rendendo fruibile e visibile il sito archeologico rinvenuto, elemento che ha incrementato la valenza del teatro comunale “Raffaele Lembo” di Canosa di Puglia(BT).

In questi laboriosi anni sono state messe a nudo le strutture portanti dell’edificio eliminando le superfetazioni createsi nel tempo. Durante i lavori di scavo della platea sono venuti alla luce reperti archeologici che interessano un’arco di tempo di mille e cinquecento anni circa e che vanno dal VIII-VII secolo avanti Cristo al VIII-VII secolo dopo Cristo.

Gli scavi hanno portato alla luce due strade lastricate di epoca romana, fosse e murature di abitazioni alcune delle quali medievali. I lavori sono stati focalizzati per preservare e valorizzare i reperti emersi oltre che a mantenere inalterata l’immagine e le funzioni del teatro nella sua configurazione storica.

I cambiamenti effettuati hanno interessato prevalentemente, quelle parti nascoste del progetto, che hanno riguardato lo schema tecnologico degli impianti e il settore strutturale e tecnologico della platea.

Il perfetto coordinamento tra le sovrintendenze per i beni architettonici e il paesaggio e quella archeologica della Puglia: architetto Marcello Benedettelli, la dott.ssa Marisa Corrente, gli architetti Giuseppe Matarrese e Carmine Robbe, l’ing. Fabrizio Cannone, architetti Claudia Coppola e Letizia Lucente è stato egregiamente svolto dal dirigente dell’Ufficio Tecnico ing. Sabino Germinario.

Realizzati due livelli distinti: il primo il piano degli scavi e dei reperti emersi e preservati, il secondo sospeso sul primo, che ha ripreso le quote della vecchia platea del teatro e la riproposizione nella sua interezza, interrotta nella parte prospiciente lo spazio scenico dalla realizzazione a quota inferiore dello spazio destinato all’orchestra “golfo mistico”.

Dal livello dell’orchestra, mediante uno spazio vetrato verticale, sarà possibile osservare ed esaminare tutti gli scavi, opportunamente illuminati e valorizzati. Inoltre si potrà accedere direttamente ai rinvenimenti da una scala utilizzata anche come uscita di sicurezza.

Questo ingresso consentirà una visione ed una parziale fruizione dello scavo da una posizione più centrale. Altri aspetti tenuti in considerazione sono stati quelli di garantire agli studiosi di visitare ed osservare da vicino i reperti per poterli esaminare o restaurare, tale possibilità è stata ottenuta realizzando un percorso protetto ed interrato a cui si accederà mediante la scala di sicurezza e l’ultimo aspetto è stato quello legato all’illuminotecnica , che consiste nella possibilità di realizzare attraverso intervalli luminosi un percorso temporale in rapporto alle diverse epoche presenti nello scavo.

L’edificio risalente agli venti, situato nei pressi della Cattedrale di San Sabino, è in posizione baricentrica rispetto all’aggregato urbano di Canosa. L’ingresso su via Piave porta all’interno del foyer che collega direttamente alla platea ed ai palchi detti “barcacce”, ai servizi, ai camerini ed al palcoscenico, accanto all’ingresso alla platea ci sono le scale di collegamento al piano ove si affaccia la prima fila di palchi.

Molto interessante risulta la pianta del teatro e particolarmente del foyer e della platea, questa in perfetto stile liberty si presenta con un abile gioco di ellissi che rappresentano anche la struttura portante del teatro, il foyer altro non è che un ellisse che si ripete in maniera simmetrica su tutti livelli.

A copertura dei palchetti, posti sopra al loggione, è impostata la grande copertura semiellittica, uno dei primi esempi di cupola in cemento armato in Puglia.

La fase di scavo archeologico - che ha portato in evidenza una complessa strutturazione comprendente resti di età arcaica (VIII –VII sec. A. C.) e precedenti (IX-VII sec. A. C.) sui quali si è sovrapposta la costruzione di una strada romana, di cui risultano ben visibili i vari strati componenti, collocabile agli inizi dell’età imperiale, costituita da basoli in calcare locale anche di notevoli dimensioni con crepidini delimitate da umbones calcarei, ha interessato l’intera platea ivi compresa la zona del sottopalcoscenico - svoltosi sotto la Direzione Scientifica della Soprintendenza Archeologica per la Puglia di Taranto che ha imposto un adattamento progettuale che ha consentito di rendere visibile in maniera permanente.

Il teatro comunale “Raffaele Lembo” offrirà nuovi spazi ricreativi e culturali per la Città di Canosa di Puglia (BT), sarà un luogo di incontro e di socializzazione, di riflessione e di diffusione di valori.

Il teatro alla stregua di un laboratorio aperto che coniughi storia e innovazione, una restaurata proposta aggiuntiva alle altre per il tempo libero che dovrà avere un ruolo di primo piano nella vita socio-culturale della città.

I nuovi gestori del teatro dovranno tracciare un tragitto di ricerca attiva sulla trasmissione del sapere teatrale e lo sviluppo dei suoi linguaggi attraverso l’allestimento di spettacoli validi e di generi diversi, anche in vernacolo, unendo diverse esperienze artistiche, intellettuali, pedagogiche ed etiche per promuovere e diffondere la cultura della partecipazione sociale negli ambiti dello svago e del divertimento.

Con un’ intelligente programmazione a vasto raggio di tutte le attività e pratiche teatrali si contribuirà ad arricchire il territorio di arte e di cultura migliorando la qualità della vita non dimenticando il primo gestore Raffaele Lembo, grande promotore e sostenitore dell’ arte teatrale rivolta al benessere dei suoi concittadini.

Bartolo Carbone





 

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