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Mensile telematico di archeologia, turismo, ambiente, spettacolo, beni e attività culturali, costume, attualità e storia del territorio in provincia di Barletta–Andria-Trani e Valle d’Ofanto

Iscritto in data 25/1/2007 al n. 3/07 del Registro dei giornali e periodici presso il Tribunale di Trani. Proprietario ed editore: Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia - Barletta (BT)

 

24/02/2015.  BARLETTA - MERCOLEDI' 25 FEBBRAIO: NEL 169° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA A CASA DE NITTIS OGGI PER IL COMPLEANNO DEL PITTORE... E IL COMUNE "REGALA" L'INGRESSO GRATUITO PER L'INTERA GIORNATA ALLA COLLEZIONE DELLA PINACOTECA CIVICA A PALAZZO DELLA MARRA .

Per celebrare il 169° anniversario della nascita di Giuseppe De Nittis, l’Amministrazione comunale ha disposto l’ingresso gratuito per l’intera giornata alla Pinacoteca che ospita le opere del grande impressionista barlettano donate alla città dalla moglie Léontine Gruvelle. Dalle 9.00 alle 19.00 sarà così possibile apprezzare l’inestimabile valore del patrimonio artistico custodito a Palazzo della Marra.

L'intervento del nostro Direttore, Nino Vinella. “Il 25 febbraio 1846 in questa casa nacque Giuseppe De Nittis, pittore di fama europea”. Ad un anno dal prossimo 170° anniversario nel 2016, la lapide, voluta dal Comune nel 1954 di fianco al balcone del primo piano, nell’antica strada borbonica della cordoneria, ricorda ancora oggi ai barlettani quel luogo in corso Vittorio Emanuele civico 23, dove da fanciullo “il pittore di fama europea sentì nell’anima il palpito della natura che tradusse in forme d’arte sempre più ammirate all’estero”. Egli, recita sempre il marmo, “raccolse onori e ricchezze ma nel cuore ebbe sempre vivo l’amore per la Patria lontana”.

Sta davvero tutta qui la vita di Giuseppe De Nittis? Lapidariamente parlando, si. Ma dietro quella pagina di pietra si nascondono altre verità ancora più vere ed umanissime. Esclusa l’enfasi sulla parola “ricchezze”, come dimostrò la vedova Léontine donando alla città natale del marito la collezione oggi a Palazzo della Marra. Ma con tanto di evidenza su quell’altro termine di “onori” che ci rende sempre così tanto orgogliosi, noi barlettani, del suo talento d’artista e di uomo del nostro Sud.

Pagina di pietra, dicevo, a nascondere ben altro. In questa casa di famiglia, Peppino visse più dolori che gioie: ancor prima di venire al mondo. Scrive nel suo Taccuino: “Una notte, mia madre era allora incinta di me, la polizia irruppe in casa nostra per arrestare mio padre, un liberale. Egli era già a letto; gli diedero appena il tempo di vestirsi e lo condussero via, senza permettergli di salutare mia madre. Il governo di Ferdinando II non scherzava in fatto di idee politiche. Giovane, vigoroso e forte, mio padre perse la salute in una orribile segreta senza speranza alcuna di giustizia e di libertà. Quando giunse il giorno della liberazione, dopo la rivoluzione del 1848, egli ritornò a casa assetato di amore, sfinito dalle sofferenze; ma la trovò vuota. Dopo il parto mia madre era morta di dolore”.

Strano destino ha avuto questa casa della famiglia De Nittis. Oggi a chi la guarda, appare disabitata. Uno stato “innaturale” per essere al centro della città, sul corso…

Non era così fino a qualche anno fa. Non era così molti anni fa, quando corso Vittorio Emanuele era la vetrina di una Barletta borghesuccia e provincialotta, ma dignitosa e perfino anche fin troppo elegante per quei tempi. E quella casa abitata, abitatissima.

Nel 1933, dirimpetto a casa De Nittis, nel frattempo passata di mano ad altri proprietari, vi era il negozio dell’Unica, la famosa casa torinese di cioccolateria, gestito dai miei, con le signorine Vinella, Rosaria e Rachele, al banco. E mio padre Biagio, allora giovanotto di ventidue anni, a fare da garzone di bottega, lui che era il sosia di Rodolfo Valentino e nel dopolavoro andava a scuola di pittura da don Vincenzo De Stefano nella vicina via Nazareth. Il suo maestro, un giorno di quell’anno, lo incaricò di dipingere (come esercitazione d’esame) un soggetto “dal vero” come De Nittis.

Seduto all’interno dell’Unica, Biagio Vinella prese cavalletto, pennelli e tavolozza, e dipinse ciò che vedeva bene: casa De Nittis. Con le figure di quel tempo a passeggio nella Barletta anni Trenta: il prete con la tonaca bordata da monsignore del Capitolo Cattedrale, l’ufficiale dell’esercito con la moglie, la bambinaia che li segue con la carrozzella, il signore e la signora di spalle..

Offro ai Lettori del Quotidiano Italiano BATi Barletta il dipinto, colori ad olio su tavoletta di legno: ecco il mio regalo di compleanno a Peppino De Nittis… ed a tutti i barlettani di oggi, 25 febbraio 2015.

Auguri e cento ancora di questi giorni!

Nino Vinella
Giornalista
Martedì 24 febbraio 2015

LA RASSEGNA STAMPA SUL WEB...

Il fatto. «A casa De Nittis oggi, nel compleanno del pittore». L'intervento del giornalista Nino Vinella nel giorno del 169°anniversario della nascita del grande artista barlettano

http://www.barlettalive.it/news/Cultura/352967/news.aspx

Barletta, a casa De Nittis nel giorno del compleanno del pittore

http://bat.ilquotidianoitaliano.it/cultura-spettacolo/2015/02/news/barletta-casa-de-nittis-nel-giorno-del-compleanno-del-pittore-54629.html/

Buon compleanno De Nittis. Barletta lo celebra aprendo gratis il museo

http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/02/25/foto/buon_compleanno_de_nittis_barletta_lo_celebra_offrendo_l_ingresso_gratuito_al_museo-108172286/1/#1





 

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