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CANNE DELLA BATTAGLIA:
RIPULIAMO DALLO SCEMPIO LA FONTANA DI SAN RUGGIERO
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Mensile telematico di archeologia, turismo, ambiente, spettacolo, beni e attività culturali, costume, attualità e storia del territorio in provincia di Barletta–Andria-Trani e Valle d’Ofanto

Iscritto in data 25/1/2007 al n. 3/07 del Registro dei giornali e periodici presso il Tribunale di Trani. Proprietario ed editore: Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia - Barletta (BT)

 

09/05/2005.  PER GLI INTERVENTI DA UN MILIONE DI EURO NEL PARCO ARCHEOLOGICO DI CANNE DELLA BATTAGLIA E' STATO DEPOSITATO IN COMUNE IL PROGETTO DEFINITIVO.

Il Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia era già intervenuto a novembre 2004 per richiamare l'Amministrazione Comunale e tutta l'opinione pubblica sulle responsabilità politico-amministrative atte ad inquadrare il finanziamento in una nuova ottica globale sul territorio del Parco dove le componenti forti e tipiche di un'area simile (archeologia, viabilità di servizio, trasporti stradali e ferroviari, accoglienza turistica) incrociano attività economiche e produttive (agricoltura, vitivinicoltura, agriturismo) in un ambiente naturale e paesaggistico da salvaguardare e proteggere da ogni attacco come il fiume Ofanto e le sue sponde, con l'obiettivo di stimolare nuova occupazione ed impiego di risorse umane in uno scenario che va rapidamente evolvendo verso l'assetto territoriale della Sesta Provincia di Barletta-Andria-Trani.

Ecco il testo dell'articolo pubblicato dall'edizione della Gazzetta del Nord Barese a novembre 2004

UN MILIONE DI EURO PER CANNE DELLA BATTAGLIA:
IL COMUNE DI BARLETTA APPROVA LO SCHEMA DI CONVENZIONE MA ENTRO FINE ANNO IL PROGETTO DOVRA’ ESSERE PRONTO. CE LA FARA’?


Sul finanziamento da un milione di euro per Canne della Battaglia, la delibera di giunta n. 238 dello scorso 12 novembre ci ha messo una seria ipoteca. Sarà infatti il dirigente responsabile del settore Lavori pubblici, ing. Sebastiano Longano, a sottoscrivere l’apposita convenzione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Taranto su espresso incarico dell’Amministrazione comunale. Ma resta da fare tutto intero il progetto per fine anno.

E’ a suo modo un atto “storico” perché è la prima volta in assoluto che il Comune di Barletta, proprietario della Collina di Canne, sarà responsabile del procedimento “dalla a alla zeta”, scavalcando in un certo senso la stessa Soprintendenza che ha gettato la spugna adducendo motivi contabili di incompatibilità gestionale coi criteri della Regione Puglia.

Ecco perché il nostro Comitato chiede ostinatamente per l’ennesima volta che il Comune cambi marcia sulla strada che dovrà portare il Parco archeologico ambientale di Canne della Battaglia a diventare un riferimento per il turismo culturale della Valle d’Ofanto e quindi della Sesta Provincia.

Basta coi provvedimenti e le spese a pioggia, basta con i contributi slegati da ogni logica programmatoria, basta con l’ignorare quelle competenze “vere” che allo stesso Comune apporterebbero solo vantaggi sia economici che politici in quanto a consenso popolare.

Ci spiace infatti dover rilevare che in quella delibera nessuno, nemmeno lo stesso Sindaco Salerno che pure l’aveva firmata lui stesso il 27 febbraio 1999 col Soprintendente Andreassi, si sia “ricordato” di fare riferimento normativo al Protocollo d’intesa esistente fra Comune e Soprintendenza sulla gestione condivisa del Parco archeologico ed ambientale. Una dimenticanza pesante, perché più di cinque anni fa era stato proprio il Comune di Barletta a fare da battistrada sulla riforma dei Beni Culturali, sintetizzati dal nuovo Codice entrato in vigore a maggio scorso in campo nazionale con esplicito riferimento all’apertura verso gli enti pubblici territoriali, alias i Comuni laddove interessati.

Ora noi per primi ci aspettiamo che a progettare per questo milione di euro siano tecnici e progettisti chiamati all’incarico come espressione diretta ed inequivocabile del territorio. Ci aspettiamo che a lavorare siano risorse umane qualificate e manodopera specializzata del territorio. Ci aspettiamo soprattutto che vengano infine ascoltate e fatte proprie le idee germogliate per anni in questo territorio, frutto non solo di competenza quanto di esperienza vissuta a diretto contatto con l’area di Canne della Battaglia dove non esiste solo l’archeologia ma l’agricoltura, le potenzialità dell’agriturismo, i servizi di trasporto (la ferrovia Barletta-Spinazzola), la viabilità di servizio (il tratturo verso la Fontana di San Ruggero), in una integrata visione d’assieme che sappia premiare la voglia di crescere.

E visto che ci siamo, domandiamoci pubblicamente che cosa se ne vuole fare, a proposito, dei più recenti scavi in località San Mercurio, dove ad aprile-maggio sono venuti alla luce i resti di un importante impianto di terme risalenti al I secolo avanti Cristo, ed oggi (come documentiamo con le nostre foto scattate l’altra settimana) appaiono ricoperti ed “incellofanati” in attesa di una improbabile ripresa che tenga conto della fruibilità a scopo culturale e turistico.

NINO VINELLA
Presidente Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia
Barletta




Clicca qui per visionare l'articolo pubblicato sabatgo 7 maggio 2005 dalla Gazzetta del Nord Barese con l'intervista all'assessore Pietro Doronzo








 

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